La crisi non è terminata; anzi, in alcune zone i suoi effetti si stanno manifestando proprio ora. E' il caso della Calabria, come conferma la presidente regionale della Federazione di Confartigianato Legno Arredo, Donatella Fazio, titolare dell'azienda "La Sedia", realtà in vita da oltre 100 anni a Serrastretta, in provincia di Catanzaro, quando uno degli antenati diede vita alla prima cooperativa di seggiolai. Ma il fatto che oggi questa azienda produca - oltre a sedie e tavoli - anche mobili su misura, costituisce un eccellente termometro della situazione. "Qui in Calabria l'onda della crisi si è manifestata in ritardo rispetto ad altre zone d'Italia, vedi il nord - afferma la Fazio - come del resto avviene sempre. Finora se ne parlava, adesso è arrivata. Il segnale più chiaro? L'assenza di lavoro: non si vedono clienti e il telefono resta muto. O quantomeno ne arrivano molti pochi, tanto che fino a poco tempo fa eravamo impossibilitati a garantire consegne veloci, mentre ora è ovvio che la rapidità sia divenuta purtroppo maggiore". Se allora chi sta al nord sostiene che bisognerà attendere la fine dell'estate per intravedere i primi segnali di ripresa, per chi lavora al sud quale periodo bisogna prendere come rifermento? Credo che, se tutto va bene, dovremo attendere il prossimo anno. D'altronde, al nord l'ondata è passata, mentre qui - come detto - è nella fase centrale, per cui dovremo pazientare un po' rispetto altri". E Confartigianato come intende muoversi su base regionale? "E' ovvio che, se i problemi regnano all'interno, occorre cercare sbocchi al di fuori, ma il problema è che il mondo stesso è investito dalla crisi, per cui trovare "isole felici" risulta alquanto difficile, se non impossibile e anche individuare chi sta più o meno bene non è semplice". C'è da temere per chiusure di aziende o per un calo dell'occupazione? "Noi artigiani stiamo facendo l'impossibile per non chiudere e per non lasciare senza lavoro anche quei dipendenti che nel corso del tempo siamo riusciti a preparare a livello professionale. Il caso della nostra azienda è tipico di un piccolo paese nel quale il dipendente - noi ne abbiamo in totale tre - cresce e si forma fin da giovanissimo. Di positivo posso dire che finora non siamo stati fermi un solo giorno con l'attività, ci difendiamo con altri lavori speciali quali restauro e lucidatura e abbiamo il segmento medio-alto del mobile su misura che diviene in questi casi una sorta di "ancora di salvezza". Insomma, siamo artigiani anche nello spirito e in quel carattere determinato che ci suggerisce di non mollare!".
Ufficio Stampa Confartigianato
Federazione Legno Arredo